venerdì 11 marzo 2016

IO PRIMA DI TE di JOJO MOYES, recensione.

                                        


IO PRIMA DI TE.
Mi son lasciata coinvolgere dalla massa lo ammetto. Avevo già sentito parlare dei libri di questa autrice e prima o poi ne avrei anche letto uno e sapevo che alcuni suoi romanzi erano strappalacrime. Poi ho intravisto il trailer e siccome non guardo più un film prima di averlo letto mi sono decisa a prenderlo e dargli una possibilità.
Io amo moltissimo i romanzi quando sono drammatici e hanno possibili finali tragici, ma non vuol dire che sempre m piacciono. Ci sono autori che scrivono solo drammi e non li sopporto proprio.
Ho voluto leggerlo prima di vedere il film, così di getto senza rifletterci, senza neanche guardare la trama, come mio solito vado alla cieca e per la maggiore non trovo fregature se stò attenta a rimanere sul mio genere.
Questo romanzo ha tematiche complesse, dove io ho delle idee molto ristrette e decisamente poco “cattoliche”.
La storia parte dalla giovane Lou, appena licenziata in cerca di lavoro. Dopo varie assunzioni andate decisamente male, trova lavoro come dama di compagnia, per così dire, per un uomo divenuto tetraplegico per colpa di un incidente avvenuto un paio di anni prima, (il prologo è appunto il suo incidente nel duemilasette)
All’inizio non c’è nessun colpo di fulmine, Will non sopporta la sua condizione tanto meno le bambinaie come Lou, ma lei nonostante la ritrosia iniziale riesce a farsi sopportare. Lei non lo tratta con i guanti come fanno tutti, cosa che lui sembra apprezzare, stufo com’è di avere gente accondiscendente.
Ma questa piccola pace viene smossa dopo un paio di mesi quando Lou scopre delle cose su Will.

E qui parte lo spoiler per chi non lo ha letto.



Will vuole porre fine alla propria vita, e Lou progetta una serie di cose per riuscire a fargli capire che la vita non è finita solo perchè bloccato in una sedia. La madre disposta a qualsiasi cosa pur di non dover aiutare il figlio a morire, l'appoggia economicamente per ogni gita e idea. 
Io m sono estraniata dai sentimenti, non ho visto ne l'amore ne l'affetto. Ho percepito la convinzione della protagonista come un vero e proprio fastidio. Per non parlare della sua mamma, alla fine del libro, era da prendere a schiaffi.
Parlare di possibilità è semplice quando il vero disagio non è proprio. E' facile dire che vale la pena vivere anche così. Andando avanti con il libro la protagonista non mi è piaciuta più, anche il suo passato, non ci ho trovato molto senso, non ho trovato nessuna utilità al fine della storia. Anzi l'ho trovata ancora più stupida per esserci cacciata in una situazione così meschina e ripeto non ho trovato un senso per specificare questo trauma. Un inutile dettaglio aggiunto così a caso, se no era troppo brava e buona?!
Inoltre di passato se ne accenna poco o nulla per ogni personaggio, la gravidanza precoce della sorella, problemi finanziari, l'incidente di Will, ma per il resto non si approfondisce nulla di nessuno, approfondire lei non era necessario. Sviluppare un dramma per controbilanciare altri drammi forse?
Alla fine l'epilogo è scontato. Will non cambia idea e qui scatta il mio personale applauso per essere stato così deciso. Aveva tutte le ragioni del mondo, perchè io sono a favore di cose del genere. 
Un finale diverso mi avrebbe sconvolto seriamente. Perchè come ha detto Will l'amore non basta, non sempre è la soluzione ai problemi. Non a problemi così.
Una lettura carina, ma che non rileggerei più. Il continuo che tra poco verrà pubblicato sicuramente non sarà presente nella mia wishlist. 
ALLA PROSSIMA.